martedì 11 novembre 2014

Le zoccole

L'uomo e la donna moderni ce l'hanno con le zoccole.
Anche l'uomo e la donna antichi ce l'avevano con le zoccole; anche se quello delle zoccole, grazie alla religione, era un fenomeno molto meno diffuso. 
Ovviamente con questo termine non intendo designare le poverette costrette a prostituirsi ai cigli delle strade, né le fortunate che lo fanno in un appartamento per tanti soldi, e neanche i topi di fogna; mi interessa piuttosto analizzare il fenomeno "donna che fa del proprio corpo tutto ciò che vuole anche se la cosa tira un cazzotto nello stomaco a tutti gli altri appartenenti alla comunità sociale".
Io lo trovo un argomento molto interessante perché tale figura causa una grave frizione ideologica tra il mio essere una persona che pensa e il mio essere profondamente siciliano. Mi spiego meglio: nel mio patrimonio genetico ci sono la gelosia, l'ossessività, il forte desiderio di scopare con ogni singola donna che incontro ma di sposarne una che si chieda cos'è quel coso che ho in mezzo alle gambe alla prima notte di nozze, e tanti altri brutti sentimenti. E immagino che nella maggior parte degli uomini antichi e moderni fossero presenti le medesime pulsioni, non c'è nulla di più normale: l'uomo deve spargere il suo seme il più possibile, la donna deve stare a casa a badare ai bambini e a grattarsi le corna; si chiama biologia. Le stesse donne, ebbre di maschilismo che per millenni è stato loro inculcato, si scagliano contro queste figure mitologiche, chiamate anche troie, puttane, donne di facili costumi, e in tanti altri modi che mi serve scrivere per far trovare il post su google, accusandole di fare quello che tutti vorremmo fare, ma che non facciamo perché sappiamo che questo mondo si regge (a stento) sull'illusione di essere unici e insostituibili. In realtà non dicono esattamente così, ma facciamo finta che siano oneste intellettualmente.
Qualche volta però l'uomo che è in me si fa da parte e lascia posto all'essere etereo che divento quando penso a qualcosa che non mi riguardi personalmente. E a questo essere celestiale e pacifico vengono delle domande cui il Siciliano non sa rispondere: perché gli uomini possono seguire i loro istinti primordiali e le donne no? Perché pur di impedire alle donne di tenere un comportamento, anche gli uomini ci rinunciano, quando sarebbe meglio per tutti la libera determinazione e basta? Mentre fa queste domande, l'Essere etereo bacchetta leggermente la sua controparte meridionale, la quale ci mette un millisecondo ad alzarsi, strappargli la bacchetta di mano e... riposa in pace, piccolo. 
La fedeltà non ha nulla di istintivo, secondo me, è però ancorata a un livello talmente profondo del nostro inconscio che siamo portati a credere sia connaturata all'uomo, e che ciò faccia di noi un animale sostanzialmente monogamo. Tale credenza è sbagliata: in realtà potremmo vivere benissimo anche se nel mondo non ci fosse alcuna relazione stabile e i bambini fossero cresciuti dalla comunità come figli di tutti. Tutti sappiamo però, che è indubbiamente più bello l'amore per una sola persona, è mille volte più piacevole rinunciare a un'occasione che tradire la fiducia di qualcuno verso cui senti un legame, che se pure non istintivo, è dentro di te da millenni.
Questo le troie lo sanno: non ho mai conosciuto una ragazza che non cerchi l'amore con tutta se stessa, anche se, mentre lo cerca, si concede a questo o a quell'altro. Le zoccole come serial killer dell'amore non esistono, sono una leggenda metropolitana: le zoccole sono solo ragazze che rimangono più fedeli a se stesse che a finte relazioni o alla visione che la società impone. Quando l'amore bussa alla porta, nessuno ci rinuncia. Tutto il resto è così, infinitamente, più piccolo.