martedì 10 dicembre 2013

Noi comunisti facciamo tutti finta

Tutti siamo d'accordo sul fatto che il mondo sia profondamente ingiusto. Poi c'è chi si accontenta che rimanga così per non rischiare di perdere quello che ha (destra), e chi vorrebbe cambiarlo (sinistra) perché non ha abbastanza.
Questa è la mia visione della politica. O almeno: secondo la mia interpretazione questo era una volta il significato delle parole destra e sinistra. E io mi collocavo dalla parte dei secondi, se tra i secondi sono mai esistiti quelli che, a prescindere dalle loro sostanze, stanno dalla parte dei deboli. 
Posso mai essere di destra io? Ma chi, io? Io che sacrificherei la mia vita per la fame in Africa? Ma che scherziamo? Io che odio la globalizzazione e insieme aspiro al comunismo globale, io che odio il denaro e ci sputo sopra perché per fortuna non me ne è mai mancato? È inevitabile che io sia di sinistra. Io rinuncerei al mio pc, al mio cellulare, alla possibilità di viaggiare, se in cambio tutti quanti potessero avere un proprio pc, cellulare e viaggio, seppur rudimentali. Peccato che la sinistra non si batta perché tutti abbiano un pc, ma perché ci liberiamo dalla condizione di schiavitù in cui la tecnologia ci costringe. Davvero, se la sinistra si battesse perché tutti avessero tutto, io sarei il primo: quanto sarebbe bello aver tutti la corrente elettrica, il riscaldamento a casa, ettolitri d'acqua purissima da sprecare e possibilità d'inquinare infinita? La sinistra però si è sempre caratterizzata per il fatto che tutti devono avere tutto, ma meno di prima. Certo, se le risorse rimangono le stesse, e si deve dividere anche con chi non ha nulla, è inevitabile impoverirsi. Per aumentare le risorse sarebbe necessario un governo tecnico globale, un megacomputer che ordinasse di produrre tutto il riso in Cina e gli orologi in Svizzera, e la pizza a Napoli, ma mi pare un disegno più improbabile dell'anarchia interplanetaria; per cui lo abbandono. Ho pensato che sia il passaggio dall'età giovanile a quella adulta che trasforma le persone di sinistra in persone di destra: pensate a Veltroni, D'alema, ecc... pensate al partito comunista che è diventato PD, pensate a Giorgio Napolitano, che io davvero non ci credo che nella sua vita abbia mai potuto definirsi di sinistra, nemmanco per un giorno. Ma poi mi viene in mente che i comunisti più estremi sono sempre stati i più grossi approfittatori, a partire da Marx che campava sulle spalle del povero Engels. E mi viene da dire che il comunismo non esiste: non nel mondo occidentale, non dove c'è ricchezza. La sinistra extraparlamentare è tale non perché non sia capace di attrarre un pubblico che potenzialmente esiste, ma perché i suoi contenuti si sono svuotati: quasi tutti riusciamo a mangiare senza dover scendere in piazza, senza rischiare le cannonate di Bava-Beccaris. Poi penso a Che Guevara, a Thomas Sankara, e a tutti quelli che, se non fossero stati fermati, avrebbero fatto entrare il progresso dalla porta principale in questo mondo malato, e mi viene da urlare: capitale merda!
Ma mi rendo conto di far finta, e ne soffro terribilmente.