domenica 5 maggio 2013

La nave delle regole - Premessa


Io odio le navi. Le ho sempre odiate e sempre le odierò.
Non ho paura che affondino, semplicemente le trovo noiose. Sempre lì in mezzo al mare a non fare niente, la stessa gente, la ricerca di avventure che non ci sono. L’equipaggio poi è quasi sempre composto interamente da uomini. Non fa per me.
Questa storia si è svolta su una nave, ma io non sono pratico di gomene e di poppe e di prue... sono solo scandalizzato per quanto è successo e voglio raccontarvelo.
Potrei chiamare un esperto e farmi spiegare come si chiamano tutti i vari pezzi dell’imbarcazione e tutti i termini marinareschi, e poi potrei chiamarne un altro per farmi spiegare come funziona il diritto delle acque internazionali e come mai quel che è successo è potuto succedere, ma ciò, che pur darebbe un tratto caratteristico alla storia, io non voglio farlo. Perché come non mi piace leggere le storie di navi e di acque, così non mi piacerebbe scriverla, una storia così.
Avrò il difetto di essere un uomo con i piedi ben piantati per terra, ma se quelli che van per mare si rendono responsabili di azioni come quelle che sto per raccontarvi, allora lo ritengo un pregio. Per cui, state bene attenti: quando, e se mai, ci sarà fatto un film con questa storia, beh, quello sarà sicuramente ambientato su una nave. Ma fino ad allora fatemi la cortesia di tradurre “pavimento” con “pavimento della nave” e “muri” con “muri della nave” e “detenuti” con “detenuti della nave”.
Per quanto riguarda i retroscena di questa vicenda, beh, mi vengono da una persona molto bene informata sui fatti, che non può direttamente esibirsi, per ovvi motivi di rischio della propria incolumità. Ha affidato a me il suo sdegno e io sono la voce che deve narrarvelo. Ovviamente se avessimo consegnato questa storia a un giornale tutto sarebbe stato insabbiato e anch’io ci avrei rimesso le penne, se l’avessimo data a qualcuno che fa controinformazione nessuno ci avrebbe creduto; per cui, se volete conoscerla, dovrete accontentarvi del mio modo di narrare, per quanto pessimo possa essere.
Altra precisazione: se siete persone sensibili, prendete questa storia come un romanzo, non fate caso a questa premessa e fate finta che anche questa faccia parte del gioco letterario, ma siate coscienti che state semplicemente cercando di autoilludervi.
Dopo questa doverosa prefazione, possiamo passare alla storia.

4 commenti:

  1. bene siam curiosi. non è che il tuo odio verso le navi sia una parte del tuo esser messinese?

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  2. Può darsi... comunque è il narratore che odia le navi, non io ;P

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  3. bè va bè il naratore è sempre un po' chi scrive se no chi lo scrive? gesù cristo? o il cosiddetto spirito santo?

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  4. Tratto del carattere appartenente anche a Pirandello, ho scoperto...

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