giovedì 10 maggio 2012

Figure di merda legate ai soldi

I soldi sono il male di tutti i tempi, questo è condiviso da tutti.
Finché eravamo dei piccoli ominidi grugnanti che cacciavano e si nutrivano di ciò che la natura gli donava eravamo felici. Non c'erano tutte quelle invenzioni tecnologiche che hanno corrotto la nostra natura più immediata: i trucchi, la carta, il sapone, i nazisti, e soprattutto i soldi.
La media d'altezza internazionale era ben al di sotto del mio livello di statura, ci si accoppiava senza problemi e, dato che nessuno pensava, la libertà di pensiero era ai suoi massimi storici. 
Da quando esistono i soldi, invece, tutto è diventato una questione di soldi. La politica? Soldi. L'affetto? Soldi. La sopravvivenza? Soldi. Persino l'economia si è scoperta infestata dai soldi: laddove prima l'attività prestata al gruppo sociale era gratuita e si faceva perché si era capaci e perché era naturale aiutarsi a vicenda, ora ci si fa pagare anche per muovere un dito. Probabilmente io non apro i libri perché i soldi che mia madre versa all'università, farebbe meglio a darli a me per convincermi a studiare.
Il brutto è che nonostante tutti odiamo i soldi e vorremmo che scomparissero dalla faccia della terra o che tutti ne avessero abbastanza per vivere felici e contenti perseguendo i piaceri naturali di cui i nostri bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-(un milione di bis)nonni potevano usufruire senza sforzo.
Certo, qualcuno obietterà che prima gli uomini erano 4 gatti e impiegavano tutto il giorno a trovarsi da mangiare, ma io dico che il tempo impiegato per trovarsi da mangiare è tempo guadagnato, al contrario del surplus di tempo che abbiamo oggi e che riempiamo così tanto di impegni e pensieri che improvvisamente non ci basta più. Se i professori della LUISS lavorassero per amore della cultura, e non invece per guadagnare i soldi che la mia mamma e il mio papà danno loro levandosi il pane di bocca, io potrei frequentare l'università a Roma senza troppi problemi, potrei andare fuoricorso quanto voglio, cazzeggiare e divertirmi senza sensi di colpa. E invece sono costretto a farlo con i sensi di colpa, solo per fare un esempio. E poi non mi succederebbero tutte quelle cose brutte che puntualmente succedono a uno studente senza soldi quando vive in una città sbrana-denaro qual è Roma.
Tipo oggi avevo 5 euro nel portafogli. 5 euro che mi devono durare da qua a fine maggio perché gli altri me li sono spesi in uscite e bevute, o per pranzare a base di schifezze. Per cui decido di fare la spesa che, se cucino io, risparmio, mangio sano, vivo in forma e soprattutto faccio qualcosa di utile.
Mi presento alla cassa con un po' di pasta, dei sughi pronti e non so cos'altro, non mi ero fatto i conti ma pensavo di essere lì, sui 5 euro, invece la tizia mi guarda truce e mi spara 7 euro e 20.
Allora tiro fuori la mia Genius Card, con il sorriso tipico di chi è fiero di possedere una carta che produce soldi dal nulla, e gliela porgo.
-Transazione rifiutata- mi fa
-Riprova- le rispondo cercando di trattenere lo sgomento
-Di nuovo-
Che figura di... -Guarda è impossibile, sicuramente non vi funziona il bancomat, vado a prelevare e torno nel giro di un minuto-
Vado al bancomat, ero sotto di una decina di euro. Chiamo la mamma, che vive ancora nell'epoca in cui non c'erano i soldi e mi ripresento davanti alla cassiera con sguardo di sfida.
-Non vi funziona, visto?- le dico mostrandole i venti euro freschi freschi di casa.
-Guarda, l'ho fatto anche alla signora prima di te... è impossibile!-
Me ne vado orgoglioso con la mia spesa tra le mani, e mi vengono in mente tutti i debiti che ho avuto: 20 euro da mia cugina per fare un regalo, 5 da Carmelo per il poker, 10 da Andrea per la discoteca, non so bene quanti da una ragazza meravigliosa a cui li pago in sorrisi (che stronzo che sono, p.s.: ti amo), altri 20 da mia cugina, che ha pagato anche per me al ristorante dato che ero di nuovo finito a secco...  
Mi metto a ridere pensando a quella volta che ho dovuto pagare 1 euro e 50 con il bancomat perché avevo meno della soglia minima prelevabile; il negoziante avrà pagato di commissione più di quanto ha guadagnato vendendomi quella doppia presa. Rido, ma in quel momento mi sentivo una merda, una vera merda. Perché i soldi son così: hanno il potere di farti sentire uno schifo, e se oggi ci sono tutte quelle persone che si suicidano perché non arrivano alla fine del mese, e tutto quelle altre che invece ne hanno così tanti che non riuscirebbero a spenderli nemmeno in tre vite, beh, mi viene da grugnire.

1 commento:

  1. Bel post, cominci a riprenderti :) a te basta ragionare su qualcosa, per riuscire a scrivere :) tutti inciampano,l'importante è farsi una risaya e rialzarsi, senza coprirsi la faccia x la figuraccia ;p (banalità camuffata con altre parole aggiunte x allungare il brodo).
    ps ti amo anch'io :*
    L

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