sabato 28 aprile 2012

Tramonto dal profondo

Cazzo! Il nuovo blogger fa schifo.
È proprio brutto, ma brutto, ma brutto.
Aprite un blog e constaterete un sensibile peggioramento della comodità del servizio, un po' come facebook con il suo nuovo diario.
Sarà che peggiorare il servizio è una costante dopo che si hanno dei clienti fissi, disposti a qualunque sacrificio pur di non cambiare gestore dato che quello di cui ci si serve, nonostante il peggioramento, è ancora il migliore sulla piazza; o quantomeno ci si è affezionati.
È successo così a Pro evolution soccer, così a Saramago, così a Nanni Moretti, così a Caparezza, così a me, così a Facebook, ora succede così anche a Google col suo blogger, chi sarà il prossimo?

Io non trovo corretto che una persona, o un sito internet, esaurite le cose che ha da dire, continui a parlare tanto per. Certo, i fan sono disposti a leggere qualsiasi minchiata purché sulla copertina ci sia posto il nome del loro idolo, così come si va ancora al cinema per Woody Allen, ma se io fossi una persona che ha avuto un successo enorme e che si rende conto che non ha più nulla da dare, starei zitto. Così ha fatto Salinger dopo essere stato travolto dal successo del giovane Holden: probabilmente non desiderava neanche smettere di scrivere, ma sapeva che non avrebbe mai più potuto ottenere un successo simile, per cui qualsiasi cosa avesse fatto avrebbe reso scontenta l'opinione pubblica, e continuò a scrivere per sè. Io sono molto scontento dei miei post, e se fossi una persona matura e onesta intellettualmente, chiuderei baracca e basta. Che cazzo di senso hanno questi post che non dicono niente dalla prima all'ultima riga? Non voglio fare la vittima, secondo me nessuno dei miei post ha mai avuto un senso, o se ce l'ha avuto, non l'ha mai avuto dalla prima all'ultima riga, ma almeno prima erano divertenti.
Il mio ego però non riposa, non riesce ad accettare che sono uno scrittore fallito. Da quando ho finito con la scuola scrivo così poco che non mi vengono neanche più le parole, il mio italiano si è semplificato, le mie frasi allungate e complicate, perché non riesco più a esprimere un concetto in tre parole come una volta. Questo computer me l'ero comprato con la tastiera grande proprio per scrivere, perché mi avrebbe fatto comodo, anche se allo stesso prezzo ne avrei potuto comprare uno in cui giravano meglio i giochi.
Avevo pensato di fare dei video-post in cui al posto di scrivere parlavo, tanto la mia forma scritta assomiglia a un monologo ormai. Non so che ne pensate, io credo che risparmierei tempo e che lo farei più spesso, perché metto due parole in fila, come viene viene, e ho un post; e anche se i post fossero scadenti vi piacerebbero lo stesso per via della mia cadenza siciliana con tutte le vocali aperte, che per dire ciao ci metto un quarto d'ora.
Ma poi penso che se avessi voluto fare una cosa del genere avrei dovuto aprire un canale youtube, e non un blog, e che i commenti dei canali youtube sono in media decisamente meno pensati e piacevoli dei colleghi su carta virtuale. E che comunque fino a poco tempo fa l'unica cosa che ritenevo interessante di me, era il modo che avevo di ammaliare le persone con la parola scritta.
Non sapevo raccontare una barzelletta, nè quello che mi era successo quella volta in gita, ma se scrivevo quello che mi passava per la testa la gente si fermava. E leggeva.
Machiavelli diceva che la storia si ripete ciclicamente, per cui può pure darsi che in qualche remoto anfratto del mio io superdiverso dal mio ex-io ci sia ancora qualcosa che sputata fuori possa essere l'ultima grande fiamma di un fuoco che si spegne. Cazzo quanto vorrei tirarla fuori, questa fiamma, vorrei metterla in replay e godermi ogni singolo istante del suo consumarsi: ogni brillio, ogni salto, ogni movimento, ogni spiegarsi del blu nel giallo, e poi nel rosso. Godermi ogni singola parola di questa fiamma come se fosse perfetta e definitiva. Come se la dura legge del "non puoi piacere a tutti" per un attimo potesse fermare il suo effetto e tributarmi i suoi onori.
Vorrei portare alla luce qualcosa che immortali il mio essere scrittore in questi tre anni della mia vita, qualcosa che nessuno possa ignorare e che possa finalmente sciogliere le catene di cui mi sono avvolto, quelle del promettente ragazzino che vuole scrivere e che non lo farà mai.
Dev'essere qualcosa che mi faccia saltare agli onori della cronaca, qualcosa in cui centinaia, se non migliaia di persone, dovrebbero investire il loro tempo. Un libro, un racconto, un post, un articolo di giornale, un discorso in pubblica piazza, non so ancora cosa sarà, ma so che finché la fiamma non sarà così alta da consumare tutto l'ossigeno in un gioco di luci memorabile, non smetterò di alimentarla.

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