martedì 6 marzo 2012

Occhi

Incontrai quello sguardo in un giorno qualsiasi, durante una passeggiata, davanti a un negozio di cinesi.
Lo conoscevo bene perché avevo tentato di replicarlo più e più volte nella mia vita, senza mai riuscirci completamente. Non l'avevo mai visto dal vivo: né negli occhi del più grande attore, né in quelli del nemico più sincero. Qualche volta l'avevo sognato, altre l'avevo immaginato addosso a un personaggio libresco, più spesso mi esercitavo davanti allo specchio, cercando di farmi paura. Ma non ci ero mai riuscito: perché venisse fuori non c'era bisogno di esercizio, ci voleva il completo vuoto dell'anima.
Era odio allo stato puro, che veniva esalato, come fumo, dalle ultime ceneri degli organi; in un rogo così terribile e insieme lento e stanco che non lasciava niente all'immaginazione. Chi vedeva lo sguardo vedeva le viscere, ormai spente, come ai raggi X.
Ci misi meno di un secondo a comprendere tutto ciò, quando lo vidi, e questi pensieri nacquero in me automaticamente, come se il fumo prodotto da quel gran rogo, andandoci contro, avesse macchiato il muro bianco della mia anima. Fu uno spettacolo terribile e affascinante, che non durò più di un quarto di secondo, ma che lasciò in me un'impressione duratura, e che ancora oggi mi dissuade dal desiderio di provare come ci si sente a possedere uno sguardo del genere, e mi fa appigliare a quanto di bello ho nella vita.
È inevitabile che mi capiti di pensare al proprietario di quegli occhi ogni volta che io mi senta triste, e, forse sono meschino, ogni volta non riesco a trattenere un sospiro di sollievo che mi fa sentire un privilegiato.
Gli occhi appartenevano a un cinese, uno come tanti, di quelli che gestiscono un negozio. Aveva appena salutato un cliente, accompagnandolo sino all'uscio, quando io passai, nel momento esatto in cui lo sguardo affabile, sorridente, destinato a chi gli dava modo di tornare nel suo paese con una somma consistente, si era trasformato in quello vuoto, buio, di un uomo che odia ogni singolo centimetro cubo di aria che respira e non può manifestarlo. Era odio, odio concentrato, fumo così pesante che respirai a fatica per le due ore successive.

3 commenti:

  1. bella salvo stai tornando in te
    yo!!!

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  2. davvero molto bello. complimenti salvo.

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