martedì 30 agosto 2011

Tappa-buchi

Non capisco perché fare un buco nell'acqua sia considerata una cosa negativa nonostante nessuno sia capace di farlo.

domenica 14 agosto 2011

Mastro Lindo

Ero un bambino a cui piacevano le pubblicità, e soprattutto ne amava i prodotti. Ogni minima cazzata che comparisse sullo schermo per me era il desiderio di una vita, ma quasi mai andavo dai miei genitori a dire: "Me la compri, papà?", perché sapevo bene che mi ritenevano un credulone e che a chieder troppo poi Babbo Natale non sarebbe arrivato. Soprattutto ero offeso dal loro ritenermi uno sprovveduto, cioè un bimbo di tre-quattro anni ha già delle esperienza sulle spalle, ha dovuto affrontare molte situazioni difficili, come quando ha ingoiato quel tappo di coca-cola, o come quando la mamma è stata ricoverata in ospedale. Del resto però rimango un po' credulone tutt'oggi, per cui dai, da bambino probabilmente stavo sempre a bocca aperta.
E a bocca aperta ero di fronte alla televisione quel giorno, quando all'improvviso comparve la rivelazione di una vita: un pelatone muscoloso che puliva senza muoversi, Mastro Lindo. Mi sembrava il Genio della Lampada (adoravo il cartone di Aladin) e fui folgorato dalle sue bollicine, per cui corsi dalla mamma, o dal papà, e dissi: "Mamma, mamma, perché casa nostra non splende come quella in televisione? Devi comprare Mastro Lindo, che fa le bollicine".
Mi ignorarono, e le cose andarono bene finché non mi ricomparve di fronte quella pubblicità (O una nuova praticamente uguale, erano tutte così quelle di Mastro Lindo), allora andai da mia madre, feci la faccia cattiva e dissi: "Hai comprato il Mastro Lindo?".
"Ma certo, amore!"
"E allora perché non ci sono le bollicine?" esigevo le mie bollicine.
Mio padre si mise a ridere: "Ma secondo te davvero il Mastro Lindo fa le bollicine?"
"Certo, lo fa vedere la pubblicità!"
"E secondo te esce dal flacone il signore pelato che pulisce al posto della mamma?"
Colsi una vena di sarcasmo e stetti un po' zitto, poi risposi: "Tu l'hai provato?"
Mio padre ammise: "No"
"Provalo e vedrai la casa tutta splendente".
Ero convintissimo, non potevo credere esistessero una cosa chiamata computer e una cosa chiamata finzione, pronta a prendere in giro i bambini, i vecchietti, e tutti quelli un po' stupidini: probabilmente avrei votato Berlusconi nel '94, se non fossi stato troppo piccolo.
Allora i miei mi accontentarono, un giorno che dovevano pulire vidi che avevano comprato il Mastro Lindo, ero contentissimo: già mi aspettavo di rincorrere le bollicine in una casa tutta splendente e profumata. Si misero di fronte a me, con l'aria di chi vuole dare una lezione di vita, e mi dissero: "Stai bene attento".
La delusione fu grandissima.

giovedì 11 agosto 2011

Prove di paradiso terrestre

-Ma quant'è bello questo collegio!-

-College, prego-

-College, ma tu guarda quanti bei ragazzi, tutti felici tutti sorridenti!-

-Tutti entusiasti di condividere questo clima di fratellanza, impegno, ma soprattutto osservanza delle regole-

-Che bello, che bello! C'è la cucina, ognuno ha una stanza, la biblioteca è enorme! E poi è vero che ogni anno vengono qui delle personalità a ricordare ai ragazzi che con lo studio e l'impegno si può arrivare ovunque?-

-Lei è troppo gentile signor Paludetti. Sì, è vero-

-Sono sicuro che verrà fuori un articolo bellissimo che spingerà sempre più ragazzi a entrare a far parte di questa comunità-

-E noi siamo fieri di ospitarli, certo, sempre che siano capaci di osservare le regole...-

(Passa di lì un ragazzo in catene, urla: -Ma che cazzo dice? Questo è un posto di merda!)

-Zitto tu! Oppure niente più cereali cheerios a colazione!-

-Ci vuole il polso fermo, ci vuole, con sta gentaglia-

-Oh, lasci stare guardi... sono tutti così all'inizio, ma poi diventano buoni come agnellini-

-Ma che bello! Davvero, che bello! Ci dovrebbero essere più posti così-

-Troppo buono, signor Paludetti-

-Ma come fate?-

-Non glielo posso dire, le basti sapere che i nostri metodi sono approvati dalla Santa Inquisizione e da sua maestà il Cavaliere-

-Non dimenticherò di scriverlo! Ma che bello, che bello! Posso dare uno schiaffo a quel ragazzo?-

-Quale?-

-Quello di prima, alto, con le catene...-

-Certamente-

-Grazie, monsignore! Grazie davvero. Verrà fuori un articolo bellissimo-

-Saremo sempre lieti di ospitarla, dottore. Ora però devo andare, è l'ora della preghiera-

- Allora arrivederci-

-Arrivederci-

(-Ahia!-)

mercoledì 3 agosto 2011

Ma due anni fa scrivevo meglio?

È mai possibile che io a 16 anni scrivessi meglio che ora? Leggete i post del 2009 se non vi fidate.
Non credo si sia mai detto che qualcuno in età da sviluppo peggiorasse, ma i fatti dimostrano il contrario: cioè che io, tranne che alcune volte in cui sono davvero ispirato, mediamente scrivo peggio che due anni fa. Ed è una cosa che non voglio, perché nonostante io abbia intenzione di continuare la mia vita sociale e studiare per l'università (ma soprattutto diventare l'allenatore più forte di sempre a Football Manager), il mio obiettivo principale nella vita rimane fare lo scrittore; per cui devo fare un'analisi più approfondita del problema, un bilancio del prima e del dopo, confrontando le mie abitudini di vita, le mie motivazioni, le mie idee, quanti grammi di cacca facevo al giorno, con i corrispettivi odierni, per risolvere il problema.
A parte che ora scrivo molto più fluido, con frasi più lunghe e articolate. Cioè, tranne queste due ultime, mentre una volta ero asciutto e implacabile, e mi era più facile trovare subito l'espressione giusta, adesso sono vago e consumatore di flussi di coscienza a go-go, tanto so che mi rende più simpatico.
Per non dire di persona! Di persona non ero semplicemente meno simpatico, ero proprio un brocco indescrivibile: non sorridevo, non parlavo, non capivo se quella lì me l'avrebbe mai data (quanto tempo perso...), non avevo molti amici e quelli che avevo li tenevo alla larga perché uscire di casa costa tanta fatica e non ti porta sul tetto del mondo con l'FC Catanzaro. Avevo l'apparecchio ai denti, e portavo quegli occhiali enormi che ora non metto perché meglio cieco e bello che un cesso che ci vede perfettamente. Cercavo su google: "come sconfiggere la timidezza" e "attrici tette grosse" e passavo metà del mio tempo a pensare a cosa scrivere su questo blog.
Adesso invece, sono discretamente carino, ho il mio seguito di ragazze bruttine che ci provano, ho qualche muscoletto e cerco su google "attrici tette enormi". E non ho neanche smesso di giocare al computer, ahimè.
Scrivo molto meno semplicemente perché il tempo che prima impiegavo per pensare a cosa scrivere sul blog adesso lo utilizzo per non so bene che cosa che mi fa perdere tempo. E veramente non riesco a capirlo, sarà che 100 messaggi al giorno sono molti di più di quelli che sembrano, o forse il tempo diventa più veloce ogni giorno che passa, per cui tra un paio di mesi sarò vecchio e avrò i nipotini.
Probabilmente adesso m'importa meno scrivere perché non credo più di poter sfondare (con l'età si diventa cinici) o perché davvero ho capito che scrivere non mi aiuterà nella mia vita sentimentale, o perché ho finalmente qualcuno a cui dire tutto ciò che penso, per cui non sento più il bisogno di esprimermi per iscritto. Forse ho rinunciato all'idea che qualcuno possa mai capirmi: non ho smesso di ritenermi un fottuto genio che lascia indietro di chilometri il primo essere umano decente dopo di sé.
Però al contempo sono invidioso di quel piccolo mostriciattolo grafomane, lui sì che aveva montato un bel blog e aveva tutte le carte in regola per scrivere, scrivere e scrivere... finché un bel giorno la fatina dalle tette grosse non fosse venuta a dargli un bacino sul naso, sussurrandogli nell'orecchio "sono di Mondadori". Lui sì che era forte, era fantasioso, ironico, costante. Era un talento di quelli che troppo spesso la pigrizia spreca, uno di quelli che a cinquant'anni guardandosi indietro potrebbe dire: "Sì", e buttarsi da un dirupo perché il meglio ormai è passato.
E invece è in stand-by, è rimasto sbruffone ma non ne ha più motivo, è il residuo sbiadito e invecchiato di un talento purissimo, che se non si rimette subito in carreggiata rischia davvero di perdere il treno. Perciò ho deciso di rischiare, di farlo. Mollare tutto e scrivere, il più possibile, quanto più spesso possibile, rinunciando anche a qualcosa di dolce se necessario.
E il tutto comincerà presto, molto presto: il tempo di vincere due Champions League di fila con l'FC Catanzaro.

Onestà

Meglio un cretino sincero che un cretino che si finge intellettuale.