martedì 22 marzo 2011

Troppi giocattoli fanno male

Da bambino io avevo una grande cassapanca piena di giocattoli: bianca, con le striscioline rosse contornate d'oro. Dentro c'erano pupazzi, trenini, macchine, colori di tutti i tipi e tutte le specie, anche i giochini per imparare l'alfabeto o i numeri da 0 a 9; non un grande bottino, lo ammetto, molti bambini avranno avuto cose più divertenti con cui giocare, ma io ero contento così: facevo combattere i miei pupazzetti, correre le mie macchinine, distruggevo casa col pallone, disegnavo... poi è nato mio fratello e va bè, questa è un'altra storia. A quel tempo i miei giocattoli erano ancora tutti integri e custoditi gelosamente, in disordine ma con cura, e per me non c'era niente di più importante. Non avrei saputo come vivere senza il mio pallone della carica dei centouno, nè sarei riuscito a fingere di combattere senza che un pupazzetto prendesse davvero i miei pugni, perciò la cassapanca veniva controllata regolarmente e ogni gioco mancante veniva rintracciato per la casa e rimesso al suo posto. Questa mia gelosia non sarebbe poi così strana, se non fosse per un ricordo che ogni tanto mi rimbalza in testa e mi fa rabbrividire. Una cosa assurda, nessun bambino dovrebbe avere una cassa piena di giocattoli, che si trasformano da bene di consumo in capitale in men che non si dica, influenzando il bambino, ancora nel pieno del suo sviluppo umano, e danneggiandolo. Parlo di danni a livello morale, oltre che psichico, i giocattoli portano a una visione distorta della vita, tutta basata sul ricevere e sull'egoismo, e quando è troppo tardi per rendersene conto... zac! si è diventati come me e come centinaia di milioni di persone nel mondo.
In sostanza: mia madre, seduta sulla cassapanca incriminata, mi accarezzava e mi parlava, non ricordo di cosa, ma era molto dolce (un tempo mia madre era molto dolce) mentre io pensavo: "Ma che cosa succederebbe se sarebbe (!) una ladra? Ma no, è mia mamma! E se finora mi ha detto bugie? E perché? Per rubarmi i giocattoli! Ma no, dai! Ma sì! Ma no, non può dire bugie una che mi guarda così. E se finge da sempre e domani mi chiude in uno stanzino e mi prende tutti i giocattoli? E papà non mi difenderebbe? E se anche papà è un ladro? E se sono due ladri come mai anche io non sono un ladro? Oddio, diventerò un ladro! Non voglio diventare un ladro, ma come faccio? Scappo. Dove vado? E il pallone me lo porto?".
Vi giuro, sembreranno dei ragionamenti strani per un bambino di tre, quattro anni, ma è tutto vero (il condizionale della prima frase lo dimostra). Il bisogno di possesso nell'uomo è così radicato che il resto viene meno: mia madre valeva meno di un trenino. Ciò potrebbe spiegare perché nella società di oggi il denaro è così importante. Nell'era in cui tutti i bambini hanno tutto quello che vogliono, non è forse normale che il denaro sia l'unico valore? O forse è la moderna ricchezza diffusa che ha fermato la crescita di tutti noi a uno stato infantile? Probabilmente entrambe, è tutto un circolo vizioso per cui boom economico e crisi dei valori sono causa ed effetto l'uno delle altre. Io so solo che più sono viziati più sono stupidi, e lo dico da viziato. Troppi giocattoli fanno male ai bambini, a tutti, non solo a quelli cinesi o pakistani.

sabato 5 marzo 2011

Donne

Le donne sono dotate di una capacità di amare incredibile, che noi uomini non possiamo neanche lontanamanete capire. Ci tocca solo prenderne atto e ringraziare la natura.