martedì 8 novembre 2011

L'uomo dello specchio

Questa sera non voglio dormire.
Domani ho costituzionale alle 8 e mezza, sono quasi le 2 e so che mi maledirò profondamente.
Sento di aver capito qualcosa di me, ma non so cosa. So solo che ho una voglia matta di parlare con qualcuno senza dire niente, solo per comunicare, per vedere come reagisce al nuovo me consapevole di essere ciò che è. Starei ore a guardare in faccia qualcuno, studiarlo, riflettere sul perché è così presuntuoso o così insicuro, così stupido o così mal vestito. Mi piacerebbe poter essere in tutti i cervelli e non essere io. Sì, vorrei avere più cervelli per poterli comparare, ma per compararli avrei bisogno del mio, che purtroppo ho venduto per comprare quelli da comparare. Compreso? Complimenti. Sento che mi sto avviando a diventare quel bel ragazzo intelligente e simpatico che mi aspetta da tempo immemore alla fine di ogni percorso. Non l'ho ancora raggiunto, nonostante i successi e le gioie, non l'ho ancora raggiunto nonostante tutti i pensieri che faccio. Mi aspetta, mi rassicura che siamo la stessa persona, ma mi dice che non è ancora arrivato il momento, quello in cui guardandoci ci riconosceremo come un unico essere.
Ogni tanto mi guardo allo specchio e mi sento un vincente, mi ricordo tutte le cose che non avrei mai creduto di poter fare e che ho fatto. Ho sconfitto la timidezza, la verginità, il 100 alla maturità e il pianoforte, ero una pippa a biliardino e in un mese sono migliorato. A volte mi guardo allo specchio e vedo un brufolo che è comparso perché sono stato troppo pigro e non mi sono spalmato la faccia di una noiosissima pomata, vedo il sonno che mi dilania, il libro che non si apre nemmeno sotto tortura, l'inerzia che mi accarezza dolcemente il viso. A volte leggo un romanzo e dico che devo essere uno scrittore, perché è il modo più facile di entrare in un cervello, e il modo più vero di pensare è scrivere. Scrivendo non c'è niente che ti distrae e puoi seguire un pensiero o il filo del tuo cervello senza preoccuparti di dove andrà a finire. Senza dover dire sì o no, senza problemi.
Scrivi. Se dopo che hai finito è successo qualcosa: bene. Se no hai un pezzo di carta che da adulto ti ricorderà che adolescente eri. E se l'uomo dello specchio non ti comparirà magicamente una mattina non significa che hai sbagliato a pronosticare, significa che non ti sei guardato bene.
Ora devo davvero staccare, che se no mia madre non si accontenterà di dirmi "studia".
Buona notte.

6 commenti:

  1. Mi hai fatto emozionare *_*

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  2. cazzo lu siam proprio diversi io e te...dio bò!
    non volevo commentare perchè mi ha fatto cagare ma dopo aver letto della tua emozione mi è scappato da ridere e per confortarti (che so che ti faccio cagare e so che ti fa piacere sapere quando la penso diverso da te) ho commentato
    un abbraccio a tutti e 2!!!

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  3. Questo post è tutto. E'l'evoluzione. E' "la pecorella smarrita" che ritrova la sua strada, è il ragazzo di "paura" che si toglie la maschera, è la vita che cambia, lo scrittore adolescente che diventa uomo. E' quel pensatore che si fa mille domande, ma che ora ha la forza di cercare le risposte, che vede la vita in modo più limpido, libero da quegli occhialoni che lo facevano sembrare ciò che non era, ma che strizza ancora gli occhi, per vedere oltre.

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  4. Ho avuto come l'impressione di aver già letto queste parole, questo post un pochino lo sento mio...

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  5. credo tutto sommato che tu sia già uno scrittore. E abbandonerai gli studi di giurisprudenza come tutti i grandi della letteratura. Poi sceglierai, il bene o il male.

    E sceglierai il muuuaaale. Oh Oh Oh Oh :O

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  6. tu sai che così mi aduli, e sai anche che per me è facile cadere in questi tranelli.
    Sei disonesta :)

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