mercoledì 26 ottobre 2011

Come Paolo Limiti mi rese un glottologo.

Quando tornavo dall'asilo, da bambino, pranzavo dalla nonna.
La nonna cucinava un sacco di cose buone, tipo la pasta coi broccoli, con le lenticchie, coi fagioli (che però non mi piace), coi cavolfiori (ancora peggio), coi ceci (bleah), con il sugo di qualche animale buonissimo, con le polpette, con la salsiccia, con l'olio, con il pomodoro, con le patate o con le zucchine (superbleah 1 e 2). E se metteva aglio, cipolle o formaggio erano dolori, cioè a me se mettete verdure date fastidio, a parte giusto i broccoli e le lenticchie. Comunque non volevo parlare di questo, anche se da studente fuorisede rimpiango con tutto il cuore la cucina di nonna, ma di ciò che succedeva dopo. La nonna teneva raiuno a palla, e quindi io mi beccavo il telefilm superstupido sugli indiani, il telegiornale e poi, udite udite, Paolo Limiti.
Non so quanti di voi sappiano chi è Paolo Limiti: è un tipo rosso di capelli, vecchio, nostalgico, che parla noioso e che sorride sempre e che faceva un programma su raiuno giusto per rovinare l'infanzia a me, per poi scomparire nel nulla. Nel suo programma si cantavano canzoni bellissime, come grazie dei fiori, rose rosse per te, la casetta in canadà... e poi c'erano ospiti importantissimi, tipo Nilla Pizzi, Nilla Pizzi, Nilla Pizzi, Nilla Pizzi. E poi c'era gente straniera: mi ricordo Paolo Limiti che intervistava queste persone in inglese e poi traduceva quello che chiedeva e quello che gli veniva risposto, e mi chiedevo sempre perché quelli, se erano esseri umani, non parlavano l'italiano. Per me era inconcepibile. non poteva esistere un'altra lingua.
Per un periodo ho creduto che quelli emettessero dei suoni a caso e l'intervistatore ci ricamasse sopra di propria invenzione il discorso che voleva, poi ho avuto l'illuminazione. Loro parlavano tra di loro italiano, ma siccome erano stranieri noi li sentivamo in inglese e non capivamo quello che dicevano. E così anche loro ci sentivano parlare in inglese e non potevano immaginare che anche noi parlassimo italiano! Non ho mai approfondito il pensiero perché non c'ho mai creduto tanto neanch'io, ma non mi sono posto problemi come: e allora gli olandesi come sentono gli inglesi? In olandese o in inglese? E se ci sono un olandese, un inglese e un italiano tutti insieme? L'olandese sente l'inglese in olandese e l'italiano in inglese e l'italiano sente l'inglese in inglese e l'olandese in olandese e l'inglese sente l'italiano in inglese e l'olandese in inglese? Boh! E quelli che parlavano sia in italiano che in inglese? Che obiettivamente sono dei bei problemi. Però dai, era un pensiero simpatico.

1 commento:

  1. molto!!! è un po' come quando guardi i film dove ci sono persone di diverse lingue che tra di loro parlano tutti l'italiano doppiato

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