domenica 14 agosto 2011

Mastro Lindo

Ero un bambino a cui piacevano le pubblicità, e soprattutto ne amava i prodotti. Ogni minima cazzata che comparisse sullo schermo per me era il desiderio di una vita, ma quasi mai andavo dai miei genitori a dire: "Me la compri, papà?", perché sapevo bene che mi ritenevano un credulone e che a chieder troppo poi Babbo Natale non sarebbe arrivato. Soprattutto ero offeso dal loro ritenermi uno sprovveduto, cioè un bimbo di tre-quattro anni ha già delle esperienza sulle spalle, ha dovuto affrontare molte situazioni difficili, come quando ha ingoiato quel tappo di coca-cola, o come quando la mamma è stata ricoverata in ospedale. Del resto però rimango un po' credulone tutt'oggi, per cui dai, da bambino probabilmente stavo sempre a bocca aperta.
E a bocca aperta ero di fronte alla televisione quel giorno, quando all'improvviso comparve la rivelazione di una vita: un pelatone muscoloso che puliva senza muoversi, Mastro Lindo. Mi sembrava il Genio della Lampada (adoravo il cartone di Aladin) e fui folgorato dalle sue bollicine, per cui corsi dalla mamma, o dal papà, e dissi: "Mamma, mamma, perché casa nostra non splende come quella in televisione? Devi comprare Mastro Lindo, che fa le bollicine".
Mi ignorarono, e le cose andarono bene finché non mi ricomparve di fronte quella pubblicità (O una nuova praticamente uguale, erano tutte così quelle di Mastro Lindo), allora andai da mia madre, feci la faccia cattiva e dissi: "Hai comprato il Mastro Lindo?".
"Ma certo, amore!"
"E allora perché non ci sono le bollicine?" esigevo le mie bollicine.
Mio padre si mise a ridere: "Ma secondo te davvero il Mastro Lindo fa le bollicine?"
"Certo, lo fa vedere la pubblicità!"
"E secondo te esce dal flacone il signore pelato che pulisce al posto della mamma?"
Colsi una vena di sarcasmo e stetti un po' zitto, poi risposi: "Tu l'hai provato?"
Mio padre ammise: "No"
"Provalo e vedrai la casa tutta splendente".
Ero convintissimo, non potevo credere esistessero una cosa chiamata computer e una cosa chiamata finzione, pronta a prendere in giro i bambini, i vecchietti, e tutti quelli un po' stupidini: probabilmente avrei votato Berlusconi nel '94, se non fossi stato troppo piccolo.
Allora i miei mi accontentarono, un giorno che dovevano pulire vidi che avevano comprato il Mastro Lindo, ero contentissimo: già mi aspettavo di rincorrere le bollicine in una casa tutta splendente e profumata. Si misero di fronte a me, con l'aria di chi vuole dare una lezione di vita, e mi dissero: "Stai bene attento".
La delusione fu grandissima.

5 commenti:

  1. Povero bimbo xD però sai, penso che questo sia il modo migliore per insegnare le cose ai bambini...parlare o sculacciare non serve a molto, loro vogliono la dimostrazione...mia madre mi invitò a toccare il forno quando insistevo a chiedere perchè non potessi farlo xD non mi azzardai più xD però da allora ho il terrore di ustionarmi...ricordo ancora quando mi ha obbligato ad accendere un fornello col fiammifero per sconfiggere la mia paura...piangevo come una disperata...la paura non mi è passata però :(

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  2. e difatti pensa anche che la musica dell'inno di forza italia era dello stesso autore del jingle dellapasta barilla e anche gli slogans degli stessi creativi...ceativi che hanno creato l'italia di merda che conosciamo adesso
    yo!!!

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  3. chi non muore si rivede... -.-

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  4. hey lu si sono ancora vivo e contento di risponderti ma più a te che a salvo che ha scoperto di essere peggiorato
    yo!!!

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  5. Adoro gli aneddoti delle persone sulla loro infanzia. Tu parli del fatto che i bambini sono creduloni, che la realtà non è quel che sembra.. però se ci pensi, se tutti potessero avere la stessa sincerità e innocenza di un bambino affiancata alla mente e l'esperienza da adulto a quest'ora, con o senza bollicine, saremmo in un mondo migliore.

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