
Inforco gli occhiali e mi tuffo sul blog. C'è qualcosa che mi disturba in questa pagina, una sorta di alone di morte, di fissità: va bè che non scrivo da parecchio, che è Agosto, che comunque anche nei periodi di grazia il blog non brilla per attivismo, ma sento proprio un elemento di disturbo presentarmisi all'apertura di quello che una volta era il mio accogliente rifugio segretissimo.
Dopo accurati studi (della durata di circa dieci secondi netti) mi son reso conto che è colpa della copertina di Anna Karenina che si trova sotto la definizione di "Leggo". In effetti il povero tomo ha tutte le ragioni per guardarmi male, dato che lo ignoro più o meno volutamente sia nella vita reale che cercando di aprire il meno possibile il blog. Che ci posso fare, magari sono ignorante, inesperto, immaturo, coglione, brutto e non riuscirò mai a sfondare nel mondo della scrittura (l'ho detto ignorante?), ma se il genio della lampada mi chiedesse di esprimere un desiderio, non esiterei a rispondere che nulla può farmi più contento che la resumazione di Lev Tolstoj, scrittore russo vissuto circa duecento anni fa. Vorrei trovarmi Leone davanti, e avere la possibilità di ruggirgli uno sbadiglio in piena faccia, per poi inferigli una pugnalata in pieno petto, con la sicurezza di rimanere impunito, se non di venir addirittura acclamato da una folla festante. Cioè, sul serio, leggere non è il verbo più adatto per approcciarsi a un capolavoro tolstojano, quello che ci vorrebbe è "sopravvivere". Se in cima a questo blog ci fosse scritto "Sopravvivo", mi sarebbe meno dolorosa la vista del vestito rosa di quella povera troia di Anna Karenina. E invece no, io leggo, prendo questo mattone di mille pagine e lo leggo, senza barare. E son pure partito da pagina uno, manco l'introduzione ho saltato.
Comincia così: "Tutti i matrimoni felici sono uguali; ogni matrimonio infelice, invece, è disgraziato a modo suo" ci vuole l'applauso per una frase del genere, signori che incipit... vi sfido a non ritenere un genio il padre di tale aforisma, vi sfido a non rimanere basiti di fronte alla capacità narrativa che si evidenzia nel testo via via che il racconto scorre. Mentre si legge ci si immagina Tolstoj seduto alla scrivania, che, con nonchalance, tira fuori una prosa magnifica, che al giorno d'oggi non sarebbe possibile superarla neanche creando ad hoc un bimbo in provetta. Ed è per questo che ho letto 500 pagine di noia assoluta, perché speravo di riuscire a mettere meglio in fila le mie quattro parole da scrittorino adolescente. Però a un certo punto mi son reso conto che forse è meglio ripensarci, un libro è godimento, e forse è meglio una goduria sgrammaticata che un mattone perfetto e levigato. Chi se ne frega delle vicende amorose di tutti quei nobili russi il cui nome viene scordato a due secondi dalla comparsa, chi?
"Ma che stai dicendo!"- potrebbe dirmi qualcuno (ad esempio uno abbastanza colto da sapere che "l'amore è solo un pretesto per criticare i costumi corrotti della classe dominante russa di quell'epoca e bla bla bla, e realismo di qua, e grande senso morale di là), ma di quanto detto di seguito (traggo da Wikipedia, ché non conosco nessuno abbastanza colto da spiegarmi Anna Karenina): "Il romanzo può sembrare "solo" una vicenda sentimentale dall'epilogo tragico. Ciò nonostante, Tolstoj era un moralista ed un aspro critico degli eccessi dei suoi pari aristocratici. Il capolavoro tolstojano è spesso interpretato come una parabola sulla difficoltà di essere onesti con se stessi quando il resto della società accetta l'ipocrisia", io non ci ho trovato niente. Cioè ci ho messo due mesi a leggerne metà e non mi sono neanche reso conto di cosa volesse significare. Ma Tolstoj se l'immaginava che a nemmeno duecento anni dalla sua scomparsa, la noia procurata dal suo capolavoro fosse tale che non esiste persona vivente (e onesta) che abbia letto Anna Karenina, e che la barbosità della storia sopraffaccia tanto la limpidezza del messaggio che in mezzo a tale marasma di avvenimenti inutili il senso del libro diventi irrilevabile?
Comunque, se leggendo questo post avete sbadigliato più di tre volte e vi siete chiesti il significato della parola marasma, non preoccupatevi: ho fatto apposta, non è Tolstoj che mi ha cambiato.
P.S. per i masochisti che hanno letto tutta la recensione: visto che avete tanto fegato, vi consiglio il libro. Al primo che me lo chiede invierò la mia copia via posta. Tanti saluti e baci.


8 commenti:
Te l'ho detto di smettere di leggerlo, ma tu vuoi fare il grande XD mollalo! Brucialo!!! XD
Di Tolstoj ho letto solo "La Sonata Kreutzer", regalatomi da mia zia. Un bel libro, anche quello imperniato sul matrimonio. Certo, la differenza è che di pagine ne ha 125, non più di mille!
Alessio
quindi non hai più scritto sul blog per colpa di Anna Karenina? che donnaccia!
mollalo! dai retta a luana...per forza si va solo al cesso
Scusa ma la frase non è: "Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo"?
Non vorrei aver capito male il senso della tua citazione (forse hai sostituito con matrimonio appositamente?), ma per me Anna Karenina è intoccabile; non per altro è il mio libro preferito. Mi reputi pazza, vero?
Comunque, nel caso abbia inteso nel modo errato il cambiamento di parole mi scuso!
No guarda, sarà una questione di traduzione dal russo, il mio comincia proprio così xD
Più che il fatto che il romanzo ti abbia annoiato, per me é significativo che nel 2010 un diciassettenne con intorno "nessuno abbastanza colto da spiegargli Anna Karenina" abbia preso in mano quel libro e l'abbia letto. Questo é il miracolo. Complimenti
Matteo Musso
@Matteo Musso: grazie, adesso ne ho 18 :P
Posta un commento