domenica 25 aprile 2010

Ian McEwan - L'inventore di sogni (The Daydreamer)


"Quando Peter Fortune aveva dieci anni, i grandi dicevano che era un bambino difficile. Lui però non capiva in che senso. Non si sentiva per niente difficile. Non scaraventava le bottiglie del latte contro il muro del giardino, non si rovesciava in testa il ketchup facendo finta che fosse sangue, e neppure se la prendeva con le caviglie di sua nonna quando giocava con la spada, anche se ogni tanto aveva pensato di farlo. Mangiava di tutto tranne, s'intende, il pesce, le uova, il formaggio e tutte le verdure eccetto le patate. Non era più rumoroso, più sporco o più stupido degli altri bambini. Aveva un nome facile da dire e da scrivere e una faccia pallida e lentigginosa, facile da ricordare. Andava tutti i giorni a scuola come gli altri e senza fare poi tante storie. Tormentava sua sorella non più di quanto lei tormentasse lui. Nessun poliziotto era mai venuto a casa per arrestarlo. Nessun dottore in camice bianco aveva mai proposto di farlo internare in un manicomio. Gli pareva, tutto sommato, di essere un tipo piuttosto facile. Che cosa c'era in lui di cosi complicato?
Fu solo quando era ormai già grande da un pezzo che Peter finalmente capì. La gente lo considerava difficile perchè se ne stava sempre zitto. E a quanto pare questo dava fastidio. L'altro problema era che gli piaceva starsene da solo. Non sempre naturalmente. Nemmeno tutti i giorni. Ma per lo più gli piaceva prendersi un'ora per stare tranquillo in qualche posto, che so, nella sua stanza, oppure al parco. Gli piaceva stare da solo, e pensare i suoi pensieri."


Così inizia "L'inventore di sogni" di Ian McEwan; non di certo il libro più bello che potreste leggere, ma sicuramente fresco e piacevole (son solo 117 pagine). 7 racconti, 7 avventure sognate dal piccolo Peter, un bambino in cui chiunque abbia avuto un'infanzia immaginifica può immedesimarsi (io e Peter per esempio, siam due gocce d'acqua. Abbiamo addirittura gli stessi gusti in fatto di cibo). McEwan scrive in maniera fantastica e il protagonista sembra fatto di carne e ossa: proprio quel bambino silenzioso che tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo incontrato. Certo, qualcuno potrà obiettare che "L'inventore di sogni" è letteratura per ragazzi, ma io non credo che la letteratura possa dividersi in "da grandi" e "da bambini": la dividerei piuttosto in "buona" e "cattiva", e qui ci troviamo di fronte a buona letteratura.
Vi consiglio di leggerlo, non ci metterete più di un pomeriggio e forse riscoprirete qualcosa di ormai dimenticato sulla vostra infanzia.

7 commenti:

  1. mi hai incuriosito!! Magari un giorno lo comprerò :P (e comunque...le patate non sono verdure -.-)

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  2. me l'han appena prestato u.u

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  3. interessante questo Peter... dovrò leggerlo!

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  4. fatto ;) veramente bellissimo... i suoi sogni a occhi aperti sono incredibilmente studiati... non sono semplici fantasie, ma rispecchiano l'inconscio del protagonista... quasi come quando andiamo a dormire e sognamo una persona che c'era venuta in mente sentendo una canzone... poi la sua incredibile capacità di immedesimarsi negli altri... McEwan è un grande :)

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  5. E' molto bello,io lo sto leggendo per la seconda volta,lo consiglio ;)

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  6. bruttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiissssiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiimmiiiiiiiiiiiiiiiiiiisssiiiiiiiiiiiiiiiimmmmmmmmmmmmooooooooooo bello abbastanz
    a

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