giovedì 31 dicembre 2009

Sono nato prematuro

Io son nato prematuro. A 8 mesi ero già stanco di star nella pancia: non so perchè, di solito son pigro; forse ero curioso di vedere cosa ci fosse fuori (da bambino ero molto curioso, tanto che quando c'era Superquark i miei mi mettevano un bavaglio intorno alla bocca per evitare che facessi troppe domande). Comunque, son nato prematuro e mi han messo in un'incubatrice.
In un'incubatrice, avete capito, completamente solo. Ho passato, a quanto mi dicono, i primi quindici giorni della mia vita nella quasi esclusiva compagnia di me stesso. Probabilmente mi facevo domande esistenziali a cui non sapevo rispondere e imparavo ad amare me stesso e la mia presenza, senza aver bisogno di nient'altro che di una poppata ogni tanto.

L'altro giorno mia madre mi ha accusato di eccessiva introversione.
Eccessivamente introverso io? Io che son stato costretto a vivere in incubatrice i primi giorni della mia vita? Macchè, io sono un animale sociale, facevo i festini dentro a quella scatola di vetro, che ti credi.
Ma ovvio che sono introverso, nelle prime due settimane della mia vita per me era normale che esistessi solo io (da qui nascono anche il mio egocentrismo e il mio egoismo), è colpa del caso, mica colpa mia, se sono introverso.

Mia madre s'è messa a ridere. Secondo lei io sono introverso per altri motivi (primo fra tutti la mancanza di esperienza sociale) e non perchè ho vissuto quasi da solo i miei primi giorni.

Ecco, secondo voi chi ha ragione? È un dubbio molto grosso e non so se ho ragione o se accampo scuse per giustificare la mia timidezza. Chissà che pensavo, se pensavo e chissà se davvero un periodo così breve in un momento di semi-coscienza come possono essere i primi giorni di vita, può aver lasciato un'impronta così grande su una personalità.
Si dovrebbe fare un'indagine sul carattere di tutti quelli che hanno vissuto i loro primi giorni in incubatrice.

venerdì 25 dicembre 2009

Buon Natale/Ho ballato

Due mezzi post in uno.
Volevo augurarvi un buon Natale, festa che non sopporto mica tanto (odio i parenti, la confusione, il dovere, le messe...) ma che comunque mi consente di staccare un po'. Mi sono comprato il pianoforte a coda e per adesso suonicchio parecchio. Ho cominciato gli studi di Liszt op. 1 (chissà se ce la farò mai a completarne uno) e una sonata di Mozart, la K 330; prima o poi ve la posto, suonata da me o da qualche altro grande pianista. No scherzo, faccio parecchio schifo.
Comunque volevo avvisarvi che ho ballato e ci sono testimoni oculari.
Sì, sono andato a una festa d'istituto, ho anche bevuto: rum e pera. No, non mi sono ubriacato, dovevo solo sciolgliermi. Ho ballato per tutta la serata. E vi giuro che mi sono divertito. Di solito mi dà fastidio dire di essermi divertito o annoiato, specie se me lo chiedono. Ma stavolta merita, mi son divertito parecchio. Non so perchè l'abbia fatto, ho spento il cervello per una serata, e non è poi così male, forse lo faccio anche a capodanno. Magari riesco a trovarmi un pezzo di ragazza e la smetto colle paranoie del "non piaccio a nessuno" (comincerò con "voglio i miei spazi!") , che poi nemmeno lo penso, il fatto è che alle donne piacciono gli stupidi, scientificamente dimostrato e universalmente condiviso. E allora, ogni tanto, meglio fare gli stupidi; l'intelligente lo posso fare benissimo da solo, senza che nessuno lo sappia, così da non compromettere la mia vita sociale.
Si potrebbe obiettare che viviamo in una società schifosa, dove l'apparenza conta più della sostanza, e non lo negherò: è proprio così, ma se vuoi scopare, ti devi adattare.
Per adesso meglio adattarsi, poi vedremo: quando sarà il momento del mio nobel, la gente si renderà conto di quanto io sia, per adesso posso anche accontentarmi di quanto io sembri.

giovedì 17 dicembre 2009

Un giorno andrò da Fazio

Immaginate un giorno di accendere la TV su un programma di cultura. Lo so, oggi non ce ne sono, ma un giorno ce ne saranno. Seduto su una poltrona rossa vi è un uomo sulla trentina, un bel paio d'occhiali, l'aria intelligente, sta rispondendo alle domande di un intervistatore.
Ecco, se voi quel giorno vi rendeste conto che quel tipo sono io, come reagireste?
E se voi non lo faceste, come reagirei io?
Ci sarà ancora questo blog, avrete il mio numero di cellulare?
Vi sarete scordati di me?
Sapete che io sto qui a rompervi le palle soprattutto perchè voglio che qualcuno abbia scoperto il mio talento sin dalla prima adolescenza? Guardi, signor intervistatore - dirò - c'è fior fior di gente che mi leggeva quando avevo sedici, diciassette anni e già si notava che quello lì sarebbe diventato qualcuno, che era una persona diversa.
Sì, siete il mio modo di tirarmela, in fondo: io scrivo per trasmettere, certo, ma anche per puro egocentrismo.
Da adulto, su quella poltrona, potrò dire che avevo un blog, dei lettori, e che ancora oggi quei miei primi lettori son davanti al televisore e mi hanno riconosciuto, mi hanno riconosciuto sicuramente e stanno facendo una faccia allucinata.
Oddio, guarda chi c'è in televisione? Ma è lui, è proprio lui? - si chiederanno. E se l'intervistatore mi chiederà come faccio a essere sicuro che mi abbiano riconosciuto, gli risponderò che ho scritto questo post, avvisandovi che avreste dovuto riconoscermi.
Non so se, nel caso io non mi trovi su quella poltrona, questo post potrà essere letto come consacrazione del fallimento della mia vita, ma so che comunque non lo pensereste, non potreste ritenermi un fallito.
E anche questa è fatta: questo dubbio mi serve per dire all'intervistatore che, in fondo, non ero proprio arrogante e presuntuoso al 100%, avevo persino messo in dubbio il mio essere qui, oggi, a presentare il mio libro-capolavoro.
Però voi ve ne renderete conto e riderete della mia ipocrisia, quelle son tutte stronzate: sono ambiziosamente presuntuoso e non penso di cambiare in futuro.
Quasi quasi mi salvo il post, così lo porto direttamente in programma e lo leggo lì, dimostrando che avevo già pianificato tutto.
Vi immaginate che scena?

lunedì 7 dicembre 2009

La pazzia come meccanismo di distruzione dei metri di giudizio

L'ispirazione per questo post mi è venuta pensando alla mia professoressa di religione cattolica.
Comunque, se vi state chiedendo il perchè ancora oggi venga insegnata la religione cattolica a scuola, siete degli atei comunisti schifosi. Vi avviso nel caso non vi foste accorti, nella vostra lunga vita, che eravate degli atei comunisti schifosi. Lo siete.
La professoressa in questione è pazza. Non lo dico, come si potrebbe pensare perchè sono un ateo comunista schifoso (che poi che c'entra comunista?), cioè sì, anche per quello, ma soprattutto perche è pazza davvero. Crede di spiegare Dio razionalmente, partendo dal presupposto che esista e dalla spiegazione che esista, in quanto se non esistesse ce ne accorgeremmo.
Eccerto, vuoi tu non riusicre ad accorgerti del fatto che non ci sia un pezzo così grosso? Come minimo il cielo sarebbe viola e Malgioglio eterosessuale.
Per sua fortuna solo io mi sono reso conto che è completamente uscita di senno. Ogni suo comportamento lo dimostra, non solo le sue teorie religiose, ma la gente non se n'è ancora accorta. La gente è un po' stupida, non si accorge di tante cose, come quando picchiano i neri e nessuno li difende, mica se ne erano accorti...
Comunque la pazzia della mia professoressa di religione cattolica serve solo a introdurre il mio discorso. Se tutti si accorgessero che fosse completamente folle, si comporterebbero nei suoi confronti allo stesso modo? No, probabilmente la rinchiuderebbero o la tratterebbero da deficiente. Ma il comportamento della mia professoressa non sarebbe cambiato di una virgola. A parità di comportamento, cambierebbe il giudizio.
Perchè un secondo prima che la gente si accorga di qualcosa tutto è normale, è un secondo dopo diventa intollerabile? Non ci si rende conto che tale giudizio risente di influenze di antico retaggio? Non ci si rende conto che la parola pazzia, in sè, non significa nulla? Se nessuno si rendesse conto che un pazzo è pazzo, lo si potrebbe eleggere presidente del consiglio e ritenerlo una gran persona. E succede, non è raro.
Nessuno si rende conto di quanto il metro di giudizio della totalità sia fondamentale nel metro di giudizio dell'individuo. Pochi hanno la forza di pensare autonomamente, per il resto la massa ha un potere abnorme e ingiustificato sulla coscienza del singolo, ed è grave, gravissimo. Quello di non pensare e non far pensare è un meccanismo rischioso, che fa comodo a qualcuno, ma che potrebbe portarci alla rovina. Che succederebbe se un giorno accettassimo le armi nucleari, la violenza, l'omicidio, o che so io? Ci avete mai pensato? Saremmo dei pazzi, e solo pochi si accorgerebbero della pazzia di queste azioni, ma non avrebbero alcun potere, come non ho alcun potere io di far credere alla pazzia della mia professoressa di religione, in quanto il potere sulle coscienze ce l'ha il pensiero massificato.
Non so se sono riuscito a farmi capire, non scrivo granchè, ma spero di avervi spinto a riflettere.
Certo, è vero anche il contrario: se dovessimo reputare pazzi tutti quelli che io reputo pazzi, ci troveremmo in un sistema ancora più grave, dove un individuo detta legge sulle coscienze di una moltitudine. Però cazzo, se tutti fossero liberi nel pensare, mandarebbero sonoramente a cagare me e il mio pensiero, nel caso fosse sbagliato.
E così di dovrebbe fare oggi. Quindi accendete il cervello, per favore, o ci ritroveremo a dover uccidere i nostri fratelli.

venerdì 4 dicembre 2009

Dell'Utri stai zitto

In questo blog mi sono ripromesso di evitare di parlare di politica, perchè è un argomento spinoso, complesso, e che potrebbe far scadere la qualità del blog se mal utilizzato. Questa volta però devo intervenire: mi son stancato di sentirlo, che stia zitto una buona volta. Soprattutto se, parlando, dice cose di questa gravità:



Dell'Utri, per favore, stai zitto: Berlusconi è indifendibile, tu sei indifendibile. Siete al governo solo perchè in Italia c'è l'opposizione più debole e autolesionista del mondo e nonostante questo riuscite a mettervi in crisi da soli. Un mafioso non può permettersi di andare in televisione e attaccare dei non-mafiosi. Vergognati Dell'Utri, vergognati e taci.

giovedì 3 dicembre 2009

Visita gradita

-Wei, pirletta! Come va?-

-Eh... tutto bene. Ho la febbre a 44.9-

-Non tanto alta...-

-Infatti... mi hanno detto che finchè non arriva a 45 non c'è da preoccuparsi-

-Hai visto? Puoi stare tranquillo-

-Non è che hai la febbre pure tu?-

-No, perchè?-

-Niente, mi stavo chiedendo se fossi coglione di tuo o fosse colpa della febbre-

-Perchè mi dici così? E io che sono pure venuto a trovarti! Non mi hai mai voluto bene, neanche un po'-

-Neanche un Po? Ma neanche un Tevere... al massimo un Adda-

-Non l'ho capita-

-C'avrei scommesso-

-L'altro giorno ho incontrato la Barbara, mi ha chiesto di te. Te la ricordi la Barbara?-

-La barbara nel senso che fa sesso violento?-

-No, la Barbara... Barbara, di nome...-

-Ah, allora no-

-Comunque mi chiedeva di te...-

-...-

-Mi sa che devo andare-

-Mi sento già meglio-

mercoledì 2 dicembre 2009

Mi dispiace

Io mi rendo conto di essere uno stronzo, lo so benissimo. Me ne vergogno anche. Come posso poi lamentarmi se anch'io mi comporto così? Sono un ipocrita.
Vi spiego subito: c'è una ragazza a cui piaccio. Lei è dolce, timida, gentile... ma a me proprio non piace. Cioè, non è bella, anzi, tutto il contrario, però trovo abbastanza ingiustificato il fatto che anche la sua sola presenza sia per me repellente. Che mi ha fatto di male?
Forse inconsciamente ritengo che gli altri possano giudicarmi male se parlo con lei? O forse ho paura possano pensare sia interessato a un cesso? Mi interessa così tanto l'opinione altrui?
Non lo so. So solo che cerco di ignorarla, di non incrociarla nei corridoi, di salutarla in maniera silenziosa e distaccata, di non guardarla mai negli occhi.
So cosa pensate.
Vi giuro che non è colpa mia. Se fossi quello che pensate non starei qui a dire che mi dispiace e a farmi tutti questi scrupoli. Invece mi dispiace.
E so che l'effetto che lei fa a me, probabilmente lo faccio io ad altre persone.
Ora che ci penso, sapete perchè probabilmente non riesco a sopportarla? Perchè l'altra volta, ad una festa, eravamo gli unici due a non ballare. Io mi sentivo già una merda per i cazzi miei, chè con il non ballare sembravo uno sfigato e avevo perso per sempre ogni possibilità con un'altra tizia che fino ad allora sembrava interessata. A questo aggiungiamo che era chiarissimo che X voleva ballare con me e la cosa mi imbarazzava parecchio, sia perchè continuava a dispiacermi per lei, sia perchè col suo atteggiamento mi faceva fare una figura ancor peggiore di quanto già non la stessi facendo, e otterremo il motivo del mio odio da vigliacco.
Se non fossi un codardo la mia vita sarebbe migliore. Purtroppo lo sono. Mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace.