domenica 22 novembre 2009

John Fante - Chiedi alla polvere (Ask the Dust)

E siamo ritornati con le recensioni.
Per puro caso il libro di cui vi parlerò è sullo stesso genere del precedente, quindi o io ho dei gusti molto stereotipati, o voglio fare pubblicità ai libri di un dato genere: scegliete voi.
Il libro è "Chiedi alla polvere" di John Fante.
Andiamo alla trama.
Il protagonista sono io: vivo nella California del '39 e sogno di diventare un grande scrittore, anche se dentro di me so già di esserlo. Il mio nome è Arturo Bandini (vi aspettavate Salvo, eh?). Ho scritto un solo racconto in tutta la mia vita: "E il cagnolino rise"; mi rende molto fiero: ho un mucchio di copie della rivista che me lo ha pubblicato e le regalo in giro, autografandole come se fossi famoso.
Un giorno, girovagando per la città, incontro una cameriera messicana: Camilla Lopez, e me ne innamoro. Comincia una vicenda tormentata che condurrà il libro alla fine, nella quale io riesco a pubblicare il mio romanzo ma non corono il sogno d'amore.
Perchè vi ho rivelato il finale? Perchè è molto meno importante di tanti altri aspetti e non vorrei che leggeste il libro solo per la trama. Ma anche perchè quel bastardo di Baricco, nella quarta di copertina, me l'ha rovinato dopo appena cinque parole. Lo stesso Fante, comunque, rivelava il finale nel prologo. Perchè voi, allora, dovreste leggere il libro senza sapere come finisce? Sarebbe un'ingiustizia.
Non sono affatto un grande critico letterario, questo è ovvio, ma ritengo che "Chiedi alla polvere" abbia qualcosa del capolavoro. Non tutto, qualcosa. Arturo Bandini è un personaggio dall'incredibile tridimensionalità nello spazio letterario e il testo si articola perfettamente intorno a lui; Camilla è un personaggio secondario, mentre gli altri son semplici comparse. Altro pregevole fattore è che il libro fila via velocissimo e non è per nulla pesante, è scritto molto bene. Da sottolineare negativamente che (non per colpa di Fante) la storia ci sa di già visto e (per colpa di Fante) che la trama è poco articolata, ma forse lo scrittore italo-americano, per non farsi sfuggire la figura del protagonista, non è riuscito a sviluppare meglio questi aspetti.
Tutto sommato ve lo consiglio abbastanza caldamente, almeno eviterete di leggere porcate come Twilight.

3 commenti:

  1. non vorrei che leggeste (non voglio che leggiate) - scusa la precisazione, ma mi è suonato proprio storto ;)

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  2. hai ragione, ragionissima. Sorry: l'ho scritto nel rincoglionimento della mattina :)

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  3. caro salvo mai scrivere troppo presto alla mattina...come fai a avere delle idee alla mattina alle 9?...mi fa piacere comunque che riconosca la merda a baricco che è un po' un saviano alcuni anni prima ma la stoffa è quella, 2 coglioni televisivi che se la menano davanti alla telecamera...è bello vedere che i giovani leggono, io alla tua età non leggevo mai neache i libri di scuola

    yo!!!

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