martedì 13 ottobre 2009

(Riscritto) 1a parte

Questo racconto probabilmente andrà a finire in quello che sarà il mio libro.
L'idea per scrivere mi è venuta in seguito a una riflessione su come alcune donne di oggi sarebbero disposte a fare qualsiasi cosa per soldi e sul fatto che in tv non compaiano altro che donne-oggetto.
La protagonista del racconto infatti, abituata a un certo standard di vita e incapace di guadagnarsi il pane altrimenti, decide di vendere la propria dignità.
Buona lettura.


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Non era una ragazza per lui. Daniele se ne era reso conto subito, ma nonostante ciò non riusciva a fare a meno di notare che quegli occhi vispi, incorniciati da un mare di boccoli biondi, la facevano assomigliare a una bambola di porcellana. Chissà perché una così prendeva il treno: avrebbe potuto farsi comprare da chiunque un elicottero con uno schiocco di dita.
Sorrise: anche lui prendeva il treno, sebbene fosse ricco sfondato.
La fissava ormai da 10 minuti, senza che lei se ne accorgesse. Conosceva a memoria ogni tratto del suo viso, ogni sfumatura dei suoi capelli. Ma come rompere il ghiaccio? Che dirle? Non era mai stato un Fonzie, anzi. Aveva avuto poche esperienze, tutte all’interno del suo giro di amicizie. Quello invece sembrava un ostacolo insormontabile.
La ragazza continuava a ridere al telefono:parlava probabilmente con qualcuno tremendamente simpatico.
Finalmente la telefonata si concluse e la biondina tornò a guardarsi intorno, annoiata.
-Mi scusi- chiese al capotreno -sa quando arriveremo?-
-Intorno alle 20-
Daniele guardò l'orologio. Aveva poco più di un'ora per dimostrarsi di essere un vero uomo. Non ci credeva neanche lui.

-Così sei ricco...- disse Laura, sorridendo.
-Più o meno- rispose Daniele. Non ricordava nemmeno più come ci era arrivato su quel sedile, in quel momento pensava solo che doveva recuperare alla pessima presentazione che aveva fatto. Le si era posto davanti, aspettando che lo guardasse. Poi, dopo qualche secondo di imbarazzo, le si era presentato, stringendole la mano. Che imbecille.
-Interessante- Laura sorrise ancora- e che ci fai a Milano? Studi all'università?-
-Sì, faccio Economia alla Bocconi. Non per vantarmi- aggiunse con aria umile. Quando era in imbarazzo cominciava a vantarsi schifosamente -ma voglio diventare imprenditore. Tu che ci facevi a Milano?-
-Beh, ci lavoro... -
-E cosa fai?-
-Ecco, è difficile spiegarlo…- rispose lei -Vorrei entrare nel mondo dello spettacolo.
Daniele rise. –Perché ti vergogni? Mi sembra tu abbia tutte le carte in regola-
Laura sembrò non sentire. Il suo sguardo era lontano, pensieroso.

1 commento:

  1. moooooooooolto meglio, vedo che mi hai capito xDD
    ora ha molto più senso u.u

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