giovedì 8 ottobre 2009

I manuali di scrittura creativa

Ho pochi lettori e non posso inimicarmene un 70% (dati del Giornale), perciò glisserò su Berlusconi e vi parlerò d'altro.
Negli ultimi tempi, nel tentativo di migliorare il mio modo di scrivere storie, sono entrato in contatto con una realtà a me quasi sconosciuta: la manualistica.
Cercando in internet (o in libreria) si trovano decine e decine di titoli che trattano di tutto e di più: dallo scrivere un buon incipit al creare personaggi interessanti, passando anche per lezioni di stile.
Così come per i corsi di scrittura creativa non so se fidarmi. Ci potrebbe essere il rischio di rimanere ingabbiati nelle regole e poi si può mica insegnare l'arte? Si può creare un Hemingway con la sola sovrapposizione di regole?
Sicuramente no, ma magari un qualsiasi Salvo può migliorare, con la sola sovrapposizione di regole. Poi, quando sarà un Salvo di un certo livello, allora potrà scrivere manuali.
Solo pochi eletti invece si possono permettere di scrivere storie e ciò non può essere determinato dal numero di regole che si conoscono, ma dal talento, che non si compra in libreria (come d'altronde l'amicizia con un editore).
D'altronde la manualistica se non può insegnare il talento, può essere un utile risorsa per analizzare ciò che si legge, così da evitare Moccia, la Rowling, la Meyer e la Troisi. Anche per analizzare i manuali stessi (ne ho letto uno scritto peggio di come avrei fatto io, immaginatevi che roba).
Potreste imparare a leggere solo libri di qualità, risparmiando un sacco di soldi (e di tempo).
Per adesso ne sto leggendo uno sul punto di vista, per migliorare la gestione dei personaggi e lo scorrimento della storia (e anche per vedere come funzioni senza il narratore onnisciente, che è l'unico modo di scrivere che io conosca). Vedrete i risultati nei prossimi giorni, quando troverò il tempo di riflettere sul nuovo racconto interattivo commiossionatomi.
A proposito, gli elementi son questi, cominciate a immaginare:

Tantissime persone
Un bloc notes
Un cappotto giallo
La stazione dei treni
Vento e pioggia

18 commenti:

  1. Ciao Giovane Scrittore =)
    Hai toccato davvero un argomento interessante per tutti noi "aspiranti", in effetti oggi come oggi in commercio si trova di tutto e di più sull'arte dello scrivere. Hai ragione a dire che il talento non si compra né lo si impara, uno o ce l'ha o non ce l'ha, ma è vero anche che ogni tanto si nasconde un po', quindi va scoperto e poi coltivato con amore. A volte non è neanche solo questione di regole e grammatica, ma di imparare ad aprire la mente a "nuovi mondi", esplorarli e descriverli. Ad ogni modo, da aspirante scrittrice come te, sono stata attratta anch'io dalla manualistica, e dato che ho letto questo post "dedicato" all'argomento, posso permettermi di citarti qualche nome con cui mi sono trovata bene?
    Non so se tu scrivi (e leggi) un genere in particolare, ad ogni modo ti consiglio caldamente "ON WRITING" di Stephen King. Dimenticando per un attimo la fama che lo precede e quindi il genere letterario che gli è più congeniale, ti assicuro che se ti servono dei consigli per orientarti nel mondo della scrittura, lui te ne offre a volontà. Si può essere d'accordo come no (molti punti da lui spiegati io non li condivido), ma lo scopo non è quello di ricalcare le sue orme, bensì quello di trovare uno stile nostro, personale. Lui stesso poi consiglia un manuale, "ELEMENTI DI STILE NELLA SCRITTURA" di William Strunk Jr., che in effetti è un valido strumento di lavoro, il genere da tenere sempre a portata di mano vicino al dizionario.
    Un altro, ottimo testo è "DIVENTARE SCRITTORI" di Dorothea Brande, che offre dei consigli pratici e utili e alcuni esercizi, e per finire, "ESERCIZI DI SCRITTURA NARRATIVA" di Josip Novakovich. Non ho mai letto nulla di questo autore, ma mi piace molto come ha trattato e spiegato i vari aspetti dello scrivere, dal punto di vista alla creazione della trama, fino alla scelta del finale di una storia.
    E se posso permettermi, vorrei dirti un'ultima cosa, che come tutto il resto è solo un punto di vista personale: lascia perdere i manuali scritti da autori/professori italiani. Ne ho letti alcuni ed è peggio che andare di notte. Non per fare la saccentona, non per offendere nessuno...ma se in Italia ai primi posti in classifica c'è gente come Moccia, un motivo ci sarà no? E non è questione di "genere" che può piacere o non piacere, è proprio una questione di contenuti, e di non saper scrivere come Dio comanda.
    Spero che questo mio commento non sia stato inopportuno, mi sono lasciata prendere la mano perché le persone che amano la scrittura mi entusiasmano, e quelle che la prendono sul serio e che non hanno la presunzione di sapere già tutto quello che c'è da sapere lo fanno ancora di più. E poi perché credo che tu sia intelligente e molto in gamba, e di questi tempi è una cosa abbastanza rara.

    Ciao!
    Vale

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  2. No, no, ho trovato interessantissimo il tuo commento :) Avevo, ehm... scaricato On Writing di King, ma il fatto che sia in inglese mi rallenta fortemente nella lettura.
    Gli altri sono in italiano? E se sì, hanno un prezzo abbordabile o devo farmi un mutuo?
    Mi piacerebbe molto riuscire a migliorare il mio modo di scrivere :)

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  3. Beh, On Writing in lingua è veramente difficile da leggere, in effetti. Gli altri sono tutti in italiano, sì =)
    Il libro di Dorothea Brande l'ho trovato in un'edizione abbastanza scrausa a 10 euro, quindi direi assolutamente abbordabile. Lo stesso dicasi per William Strunk Jr., che in edizione Dino Audino l'ho pagata sempre 10 euro. Novakovich (sempre in edizione Dino Audino) è costato un po' di più, cioè 16 euro, ma insomma, trovo che sia comunque un buon prezzo. Poi se ne prendi tipo uno al mese, magari riesci a diluire la spesa totale.
    Non so se si possano trovare anche usati, io non ho mai guardato ma ti lascio questo link, se vuoi provare a darci una controllata tu:

    http://www.comprovendolibri.it/home.asp

    Io non ho le competenze per dirti se sei bravo o meno, e neanche mi permetterei di farlo perché in fondo sono un'aspirante come te, quindi sulla stessa barca, ma con l'occhio della lettrice posso dirti che scrivi già benone (di sicuro molto meglio di tante altre persone, e credimi, se ti fai un giro su Blogger ne trovi finché ne vuoi che se la tirano per niente! Quelli che hanno davvero talento fai fatica a scoprirli perché non si fanno un sacco di pubblicità...) e il fatto che tu voglia migliorarti è assolutamente positivo.
    Anch'io cerco sempre di imparare il più possibile, e di studiare, perché la scrittura è un campo che se coltivato bene, dà dei frutti impareggiabili. Non parlo di diventare famosi o vendere milioni di copie, ma parlo di emozionarsi per un mondo che riesci a creare, in cui vivi, e per le emozioni che regali agli altri...beh ma, se ti piace leggere capisci quello che intendo dire.
    Non smettere mai di cercare di migliorare, ti raccomando. E se posso esserti utile in qualche modo tirami un fischio ^^

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  4. caro salvo e cara vale non so se riesco a comprendere il vostro interesse per i manuali di scrittura secondo me l'unica cosa per scrivere un romanzo e so di non esserne capace è mantenere il filo in tanti giorni di stesura, io non riesco non riesco a tornare su un argomento e farmene il riepilogo per andare avanti in maniera sensata...una volta una mia fan una tipa di un ufficio della cultura di una città del nord mi disse: ma te non ti puoi limitare a scrivere 3o4 righe ogni tanto e pensare di essere un grande letterato, la prova per ogni scrittore è il romanzo e io le risposi ma difatti io non sono uno scrittore ma un poeta e c'è una gran differenza, io ho dei flash e scrivo 2 righe uno scrittore riesce ogni volta a tornare sui suoi passi e andare avanti io no, è un poo' come nell'atletica un velocista e un fondista, il velocista finisce il suo fiato in 10 11 secondi il fondista lo amministra per la volata finale, allo stesso modo fa lo scrittore con durante la sua stesura delle accelerazioni e dei rallentamenti così da accentuare certi momenti del racconto...io non ne ho mai letto uno ma ho incontrato gente che li ha letti e che ne ha scritti ma bo? potrei dirvi ma bo? ma bo? dante o kerouak o joyce avranno mai letto un manuale? ma goethe piersig de lillo shakespeare zola? bo? può darsi che anche ai loro tempi ci fossero modelli più o meno seguiti da tutti o che magari ci fossero scuole o salotti in cui si discutesse di come stendere un romanzo o racconto però se ci fate caso chi rimane nella memoria è sempre chi ha cambiato o contribuito a cambiare quello che c'era prima quindi magari il manuale potrebbe essere utile per farfe il contrario

    yo yo!!!

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  5. ah...ho letto il post fino in fondo e anche gli interventi di vale...perchè leggi un libro sui punti di vista se ti ho insegnato un esercizio sulla vista globale? cioè i sensi? non è filosofia orientale c'è anche nell'uomo ragno: i miei sensi di ragno mi dicono che sta per succedere qualcosa...i punti di vista li cogli parlando con la gente quando piano piano capisci il loro modo di ragionare e entri nel loro melone...idea!!! sai cosa potresti fare per esercitarti sui punti di vista? usare la macchina fotografica la macchina fotografica è uno strumento fenomenale per imparare ad entare nella scena e darle il taglio che ti va...caro mio sei fortunato che io ti dica tutte queste cose che altri ci mettono anni ad associare, te invece in 1 settimana di comunicazione ha imparato che esiste la possibilità di sentire il mondo dentro se stessi, di usare la macchina fotografica per capire la scena...se poi volessi scioglierti e imparare a ballare sarebbe un gran progressone

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  6. J a volte ti capisco, a volte no. Ecco, che vuol dire sentire il mondo dentro sè stessi? Ha un'aura di mistica questa tua affermazione :P Non capisco cosa mi voglia insegnare, non capisco proprio.

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  7. la testa vuota ti dovrebbe insegnare a sentire le cose per come non le conoscie magari percepirle attraverso altri sensori...per esempio oggi noi in generale privilegiamo la vista agli altri sensi in particolar modo nella nostra era del computer dal cui schermo riceviamo immagini...non a caso la nostra era si chiama l'era dell'immagine non solo per quelle che riceviamo ma anche da quella che vogliamo dare agli altri di noiquindi se magari ti abitui non a guardare gli altri ma a sentirli li percepirai in modo diverso e per sentire non esistono solo le orecchie...ti consiglio di cominciare con le ragazze

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  8. scusa salvo non mi sono spiegato bene: state lontani dai manuali; quando tutti avrete letto gli stessi manuali scriverete tutti uguali e nessuno avrà più un cararttere, o meglio tutti avranno il loro carattere ma nessuno il suo style...chiaro?

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  9. Scusa se mi intrometto, Salvo, ma dato che ho letto un riferimento anche a me mi permetto di rispondere.
    J...cacchio mi hai stesa coi tuoi commenti, ho dovuto rileggerli due volte prima di assimilarli O_O
    Comunque, se vuoi la mia opinione, i manuali servono: sono scritti da persone che conoscono il mestiere, e io dalle persone che conoscono il loro mestiere ho solo da imparare.
    Come per moltissimi altri strumenti, il manuale di per sé non porta a scrivere come dici tu "tutti nello stesso modo", offre solo degli spunti: poi sta alla persona decidere che strada prendere. Se uno ha il talento e le capacità, elabora da sé ogni cosa che impara, ma se non avessimo bisogno di imparare saremmo nati tutti maestri, non ti sembra?
    Ma questo sia chiaro è solo il mio punto di vista, che può essere benissimo sbagliato e non condiviso ;)

    Ciao ragazzi ^^

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  10. Condivido Vale e altra cosa J: ovviamente i grandi della letteratura non hanno letto alcun manuale, ma penso ci sia un minimo di differenza tra un Dostoevskij e me :P
    Comunque non preoccuparti, non sono facilmente influenzabile, è impossibile che cambi il mio stile perchè l'ha detto un libro.

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  11. cara vale ti capisco e non hai torto ma preferirei che avessi il coraggio di fotterti degli schemi...caro salvo niente è impossibile e ricorda di non essere mai troppo sicuro di quello che sai

    yo!!!

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  12. caro j, pur condividendo il tuo modo di sentire le cose, sono quasi certo che la tua difficoltà nel mantenere il filo di un romanzo sarebbe risolvibile adottando uno di quei metodi descritti nei manuali (non li ho mai letti, ma immagino)

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  13. può darsi clay e ti ringazio del pensiero

    a tutti quelli che (si producono il libro a pagamento)

    te puoi anche scrivere
    dei fiumi di parole
    ma se non hai niente da dire
    potresti anche evitare
    di spendere dei soldi
    per darli a un editore
    e quando vai al bar
    per la presentazione
    al catering
    che porta da mangiare
    col cameriere incravattato
    che ti dice del ki zerbo
    magari ancora acerbo
    magari jan vansina
    dei paths in the rainforest
    intricati come pochi
    senza inizio e senza fine
    con in mezzo degli arbusti
    che ti fanno indietreggiare
    e sospender la lettura
    della tua grande rottura

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  14. caro clay scusa se potrà sembrare che non c'entra un cazzo quella poesia ma chi legge i manuali lo fa perchè vuole diventare leggibile per forza ma c'è qualcuno che sarà leggibile quando gli altri lo vorranno...chi leggeo scrive i mauali poi va dall'editore e paga l'edizione poi si sbatte per fare la presentazione e spende dei soldi anche lì, la lettura dovrebbe essere gratuita come la cultura è per questo che il mondo è grigio e il mondo è blu perchè la gente vuole piacere per forza e si snatura quindi vedi anche tutti che si vestono uguale e il negozio di vuitton ha la fila fuori nei week end prima di natale e incassa 150k al giorno...se la gente fosse più originale andrebbe a vestirsi o accessoriarsi altrove...l'altro giorno a osmannoro dai china 15 euro una borsa di gran classe...per esempio poi è vero che le linee i china le copiano dagli altri ma almeno non costano 1000euro

    yo!!!

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  15. nella mia vita ho praticato diverse forme di arte: poesia, musica, canto, fotografia... e l'ho sempre fatto in modo originale, ma le basi le ho apprese dai manuali o da corsi ad hoc.
    Difficile che la cultura influisca sull'originalità...

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  16. hai fatto anche corsi di fotografia?

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  17. caro clay avrai anche "praticato varie forme d'arte" e magari ti sentirai anche il diritto di considerarti un eclettico ma da quelle 4 righe che ho letto più che artista sei un artigiano che con la pratica e la dedizione ottiene risultati a forza di provare provare provà...sai la differenza tra un artista e un artigiano?...ti aggiungo caro clay che la cultura è il contrario dell'originalità, non so quanti artisti tu conosca o abbia mai visto ma se ci fai caso è come dico io, uno che fa tanto l'intellettuale difficilmente è un artista, mentre invece uno che fa il sapientone potrebbe esserlo semplicemente perchè sa cose che tu non puoi sapere perchè non sono scritte sui libri...lo dico anche a te bass che tanto non sei un mio nemico anche se hai forse già scritto qualche cazzata di troppo: prova a svuotare la testa a vedere se vedi qualcosa oltre il tuo naso

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